alla fine dell’avventura (o comunque, in questo preciso punto dell’avventura) mi sono accorto che vivere in un centro abitato che superi i diecimila abitanti sia da imbecilli.
imbecillità accettabile finché la città è una necessità (studio).
ma la cosa grave è che “c’è a chi piace”.
ma che cosa piace?
la città può piacerti se la città offre quello che desideri.
“quel che vuoi è dietro l’angolo”.
ma che cosa “vuoi”?
negozi di abbigliamento?
negozi di elettronica?
locali?
alcool?
intrattenimento?
cinema? concerti?
wow
CAZZO!
fratello/sorella la tua vita è davvero una merda se ritieni queste cose essenziali per la tua felicità.
ci sono passato anche io, dai. non preoccuparti.
ma è quando ti rendi conto di essere un pupazzo, un pezzo di carne desiderante che va dietro ad ogni cagata sociale, che ti rendi conto di avere ancora la possibilità di salvare te stesso da tutta questa colossale presa per il culo.
le città saranno le prime a cadere.