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tutto ciò che vedo non è reale

03:51 pm, BY volgo[1 note]

09:11 pm, BY volgo

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voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio, voglio….

signore e signori
la volontà non è mai buona

11:23 pm, BY volgo[2 notes]

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voi e la vostra smania di trovare il compagno o la compagna…
il partner, il fidanzato, ecc ecc, quale che sia il termine a cui siete abituati.

vi sentite così obbligati a dover riempire il vostro tempo…

1)“ho un impegno domani”
2)“sono impegnata/o con…”
davvero credete vi sia una sostanziale differenza?

ma non vi è “tristezza” o cinismo in quel che dico.
andrebbero riconsiderate le formalità.

in realtà nessuno “ama” il proprio compagno o la propria compagna.
e quello che si va cercando altro non è che la soddisfazione dei propri bisogni, del proprio mancato.

amare una donna o un uomo non è in realtà possibile, perché l’amore non permette particolare.

allora quali sono le formalità?
la monogamia. la sessualità. i modelli di riferimento.

10:55 pm, BY volgo[5 notes]

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10:09 pm, BY volgo

10:56 am, BY volgo[3 notes]

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basta gatti

08:55 pm, BY volgo

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città

alla fine dell’avventura (o comunque, in questo preciso punto dell’avventura) mi sono accorto che vivere in un centro abitato che superi i diecimila abitanti sia da imbecilli.
imbecillità accettabile finché la città è una necessità (studio).
ma la cosa grave è che “c’è a chi piace”.

ma che cosa piace?

la città può piacerti se la città offre quello che desideri.
“quel che vuoi è dietro l’angolo”.

ma che cosa “vuoi”?

negozi di abbigliamento?
negozi di elettronica?
locali?
alcool?
intrattenimento?
cinema? concerti?

wow

CAZZO!
fratello/sorella la tua vita è davvero una merda se ritieni queste cose essenziali per la tua felicità.

ci sono passato anche io, dai. non preoccuparti.
ma è quando ti rendi conto di essere un pupazzo, un pezzo di carne desiderante che va dietro ad ogni cagata sociale, che ti rendi conto di avere ancora la possibilità di salvare te stesso da tutta questa colossale presa per il culo.

le città saranno le prime a cadere.

08:32 pm, BY volgo[4 notes]

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Lalbe Rodina, tale pare essere il nome dell’albero di natale.

12:52 pm, BY volgo

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sul “non capire”

è un dramma come quando vai in irlanda e in tutti i pub continuano a ripeterti “chi? il kenny?”

01:53 pm, BY volgo

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sulla verità

rispondere “no” o “non è vero” ad affermazione altrui non è mai segno di rispetto.
poiché non esiste verità alcuna non vi è altrettanto “la verità personale”.
affermare “io ho la mia verità e tu hai la tua verità, io ho rispetto per la tua, tu per la mia” non risolve infatti il problema.
pone sempre centrale il tema della verità dandole corpo, e inserendola nella conflittualità tra soggettivo (“la mia verità, la tua verità, la sua verità, …”) ed oggettivo (l’instaurare sistemi di riferimento allargati).
ma poiché soggettivo ed oggettivo risultano illusori, il corpo della verità viene dunque a cadere, sgretolarsi, mostrando la sua vera essenza di non esistenza.

09:51 pm, BY volgo[3 notes]

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sulla malinconia

la malinconia non è mai intelligente.

perché mai dovrebbe essere una forma di intelligenza pensare ad un episodio felice del passato e tramutarlo al presente sotto forma di tristezza, dandogli quindi connotato negativo?

frutto di un erroneo rapporto col tempo (ri-vivere il passato proiettandolo sul presente) o con forme di idealizzazione che non permettono di accorgersi delle opportunità dell’istante, la malinconia non è mai funzione di vita, quindi ogni forma di culto associata ad essa andrebbe fortemente criticata.

09:31 pm, BY volgo[1 note]

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leggere migliora la vita?

ma che marea di cazzate

se così fosse, inondati da letture e mezzi di comunicazione, la nostra società sarebbe progressivamente andata migliorando, dal dopoguerra ad oggi.

la scolarizzazione a cosa ha portato?
omologazione.
fascismo tecnologico.
egemonia dei mercati.

chi studia realizza un percorso per produrre intangibilità e vacuità.
produzione in serie, perdita di identità.

e il metro della realtà di oggi è un tavolo, un tavolo uguale in ogni soggiorno uguale della dimora uguale di ogni singola famiglia uguale.
un tavolo ikea.

riposizionate voi stessi
non siete liberi ma non è importante
perché la libertà non esiste

provate a rinunciare per un momento a ciò che ritenete importante
se sentirete mancanza è perché siete stai educati al possesso
ed il possesso non esiste

controllo. nulla più.

03:49 pm, BY volgo[2 notes]

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l’uomo è energia.
la realtà è energia.

discutiamo di questo allora.

la vostra vita di cosa è fatta.
perché lavorate?

per avere un luogo in cui dimorare
per mangiare
per avere migliaia di orpelli inutili
e per avere ENERGIA

volete liberarvi dalla crisi?
chiedete a voi stessi di avere coscienza dell’energia che utilizzate.
da dove arriva, chi la produce, quanto vi costa.
e, SOPRATTUTTO: perché deve essere così (?)

siete sicuri che il modello energetico di cui fate parte, come autentici “consumatori”, sia una componente decisionale, un paradigma, di cui non dovete avere voce in capitolo.
bene.
questa è la favola che vi hanno raccontato.
qualcuno deve scegliere per voi. gli stati, le grandi imprese energetiche, la finanza.

ma non è così.

qualcuno vi ha costretti ad entrare nell’ordine di idee che dobbiate avere un lavoro di un certo tipo per poter avere un tenore di vita di un certo tipo e di poter consumare energia come meglio crediate (sempre che siate in grado di pagarla).

pagarla?

no
non mi sta più bene.

perché questa è una balla che è stata inventata per rendere produttive le masse affinché le elite si arricchissero.
prendete coscienza di cosa è l’energia.

tesla aveva un sogno. energia per tutti, infinita, priva di una struttura, o rete, che la incanalasse.
perché senza struttura?
perché la struttura richiede un controllore.
e un controllore di una struttura avrà sempre il potere decisionale.

credete ad esempio che internet possa essere libera?
e chi controlla la rete telefonica, satellitare, ecc? voi?
credete davvero che le azioni che comprate, le tasse che pagate, vi rendano controllori di voi stessi?

è possibile energia infinita, disponibile ovunque, senza rete di trasporto, per tutti?
è possibile comunicazione globale che non passi attraverso una struttura?

a chi darebbe problemi tutto ciò?

incominciate a prendere coscienza della realtà in cui vivete
incominciate a pretendere, da voi stessi, ciò che sognate

siate voi la crisi
siate voi le strutture
e poi superatele

oppure sarà estinzione

dobbiamo scegliere

PERCHÉ CI VIENE OFFERTA UNA SCELTA. SE PENSIAMO CHE QUESTA CRISI SIA UN FALLIMENTO NOI DIVENTIAMO IL FALLIMENTO STESSO. ALLORA NON CHIAMIAMOLA “CRISI”. CHIAMIAMOLA “IMPARARE DAI PROPRI ERRORI PER UN PASSO ULTERIORE DELL’EVOLUZIONE”.

02:31 am, BY volgo[1 note]

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la scienza e la psicologia oggi ha rotto le palle quanto la teologia

quando le vedi a dar di bocca agli avanzi, come i piccioni nelle piazza, quella è la messa in atto più disgustosa che il presente possa assistere

i folletti e i draghi esistono
basterebbe crederci coscientemente ed emotivamente

03:44 pm, BY volgo[1 note]